Alla scoperta della Scavenger Run di SET:UP 26, e perché sosteniamo eventi come questo
Il weekend scorso, in Cumbria, un gruppo di persone ha attraversato di corsa un cerchio di pietre vecchio cinquemila anni cercando di capire dove stesse andando.
Era la Scavenger Run di SET:UP 26, organizzata dai ragazzi di Technical Biome, e noi siamo stati orgogliosi di essere presenti.
Un format in cui correre forte non basta
La premessa era semplice e decisamente azzeccata: trail running più orienteering di base, squadre piccole, un anello di cinque chilometri e nessun percorso segnato. Ogni squadra doveva trovare la propria strada tra un checkpoint e l'altro e rientrare nel miglior tempo possibile.
Questo cambia completamente la natura dello sforzo. In una gara normale il percorso te lo danno, e l'unica variabile è quanto in fretta riesci a coprirlo. Qui una squadra veloce ma che sceglieva male finiva dietro a una squadra regolare che leggeva bene il terreno. Le decisioni andavano prese in movimento, con la fatica addosso e con tutti che avevano un'opinione. Correre diventava una cosa che si fa insieme, non semplicemente uno accanto all'altro.
È una differenza che pesa più di quanto sembri. Quasi tutti i format di corsa restano solitari anche quando si corre in mezzo alla gente. Questo no.
Long Meg and Her Daughters
Uno dei checkpoint era Long Meg and Her Daughters, un cerchio di pietre neolitico che sta in quel pezzo di Cumbria da qualcosa come cinquemila anni.
Prima sono arrivate le pietre, il folklore molto dopo. Le storie locali parlano di una congrega di streghe trasformate in pietra, di una maledizione per chi osa disturbarle e di un incantesimo che si potrebbe ancora spezzare, a patto di riuscire a contare le pietre correttamente due volte di seguito. Stando alle storie, non ci è mai riuscito nessuno.
Correre tra pietre erette, alberi secchi ed erba alta, con quelle storie sullo sfondo dei propri pensieri, non è un'esperienza che ti dà una griglia di partenza con l'arrivo transennato. Ed è anche un promemoria: i paesaggi che attraversiamo correndo erano abitati, segnati e interpretati molto prima che a qualcuno venisse in mente di cronometrarsi mentre li attraversa.
Cosa abbiamo messo noPerché sosteniamo eventi come questo
C'è un motivo per cui scegliamo di esserci a un ritiro di community in Cumbria invece di mettere le stesse risorse su qualcosa con un pubblico più ampio.
Un evento grassroots non ti darà mai la portata di una grande gara. In compenso ti dà una community vera, un format costruito da gente che corre davvero e condizioni che non abbiamo creato noi. I nostri prodotti finiscono addosso a un gruppo di persone che si orientano su un terreno sconosciuto, con il tempo che cambia, prendendo decisioni in movimento. Non addosso a un singolo atleta su un percorso costruito per essere prevedibile.
Testiamo tutto ad AREAS, ad Asola, e quei test sono approfonditi e necessari. Ma una prova controllata può solo confermare quello che avevi già pensato di misurare. Un gruppo di runner su un anello sconosciuto della Cumbria, con una mappa in mano e un disaccordo su che strada prendere, ti mostra cose che nessun laboratorio può.
Grazie a Technical Biome e a tutti quelli di SET:UP per averci ospitati, e a chi ha partecipato.
"Quasi tutti i format di corsa restano solitari anche quando si corre in mezzo alla gente. Questo no."











